Il metodo

Un metodo è propriamente un insieme di regole da seguire per progredire in maniera coerente nell’attività progettuale al fine di ottenere risultati coerenti e possibili. Il metodo che propongo come schema ideale segue un "strada" identificabile in quattro punti principali.

1. Anamnesi: termine che deriva dal greco con il significato di azione volta a raccogliere tutte le informazioni inerenti al soggetto dell’analisi. Fase di ricordo e di messa in evidenza di tutti quei dati propri al Referente e comunicabili al designer. È il brief, l’istruzione che il designer ricerca al fine di poter formulare una corretta "dichiarazione di intenti".

2. Dichiarazione di intenti: questa fase si riferisce innanzi tutto alla proposta della:

a. strategia: cioè scelta del "tema" e dell’argomento visuale. Questa fase deve tenere in considerazione le modalità di scelta per mezzo di una griglia che consideri questo argomento ed il suo svolgimento sotto punti di vista diversi:

retorica visuale: la scelta della figura retorica utilizzata per la rappresentazione del soggetto.

stile visuale: scelta dello stile espressivo per mezzo del quale visualizzare il soggetto.

La stessa "dichiarazione" si occupa anche della

b. verifica della strategia: verifica che cerca di assicurare una sorta di garanzia di validità. Operazione svolta dal progettista e dal suo entourage, espressione della massima competenza della fase progettuale.

3. Progetto: operazione centrale dell’opera del designer, questa fase si occupa del disegno del Marchio, o dei Marchi, partendo dal:

a. rough: il primo bozzetto, lo studio della prima configurazione dell’idea non ancora finita, spesso proposta in soluzioni molteplici per dare la possibilità di "scegliere" tra i possibili.

b. lay-out: avvenuta la scelta tra i diversi bozzetti, si opera il disegno del lay-out, configurazione definitiva e finale.

c. esecutivo: l’esecutivo consiste nel disegno conclusivo della prima parte progettuale, si tratta del disegno, realizzato con le tecniche pertinenti utilizzabile alla sua riproducibilità al fine del suo utilizzo sui diversi mezzi.

d. proposta cromatica: la proposta cromatica manifesta la possibilità di visualizzare il Marchio attraverso i colori scelti a rappresentare istituzionalmente il Referente.

e. varianti: le varianti sono tutte le modificazioni possibili a cui sottoporre il Marchio al fine di adattarlo a contesti secondari senza per ciò snaturarlo o renderlo irriconoscibile rispetto all’originale.

4. Verifica: la verifica è operata in contesi differenti:

a. referente: al referente è delegata la verifica fondamentale in quanto maggior conoscitore.

b. destinatario: la verifica su un campione esemplare del destinatario, inteso come gruppo di ricevimento della comunicazione in oggetto, controlla il grado di comprensione e verifica la scelta dei codici comunicativi utilizzati, sia propri al soggetto ed allo stile utilizzati.

 

Mimesis 2011