Articolazione

L’"articolazione" è, tra le diverse funzioni già elencate, quella che meglio sintetizza l’aspetto tecnico proprio del Marchio. Questa facoltà permette di agire con il Marchio su piani differenti da quello originario sul quale è stato "progettato". Al momento della sua nascita, nella sua produzione, pongo il Marchio ad un livello che vive ancora isolato da qualunque altro piano applicativo. Fino a questo momento è rivolto esclusivamente al suo "modello", l’unica relazione è posta con il suo Referente dal quale è generato. Successivamente il Marchio si "volta" e si rivolge all’esterno, alle sue applicazioni, al suo uso calato sul "prodotto" (stampato, oggetto, carta da lettere ecc.). Con questo termine voglio identificare due proprietà distinte.

La prima considera il Marchio in sé stesso e propone l’articolazione attraverso la sua capacità di "estendersi" secondo adattamenti estetico/formali - modificazione dei suoi tratti grafici senza con ciò perdere la sua riconoscibilità, adattamenti alla tridimensionalità o in qualunque caso considero tutte quelle variazioni che non apportino un cambiamento essenziale ma esclusivamente sostanziale -.

La seconda possibilità di articolazione la intendo, invece, secondo quella capacità, o meglio quella facoltà, che permette di relazionare il Marchio - elemento centrale e principale di ogni Immagine Coordinata - con tutti gli altri elementi, secondari e marginali, che partecipano alla formazione del Referente dal punto di vista della sua Immagine.

La ripetitività del Marchio rende possibile la sua memorizzazione, così come la ripetizione, la "ridondanza" di tutti quegli elementi secondari che completano il Marchio all’interno dell’Immagine Coordinata (forme, colori ecc.).

 

Mimesis 2011