Identificazione

Un’altra funzione del Marchio è definibile nella "identificazione". Questa permette di considerare il Marchio come il segno che è "rap-portabile" in maniera effettiva all’oggetto che rappresenta. La condizione di comunione esistente tra i due elementi della relazione - il Marchio e il Referente (Azienda, Ente, Persona ecc. quale che sia) - attraverso un processo di confronto è riferibile all’analogia che intercorre tra i poli opposti di questo rapporto che, appunto in quanto auto-derivantisi, si assimilano e si interscambiano nella funzione di comunicazione semantica.

Questo principio di identificazione permette la "costituzione" (possiamo dire la "costruzione") della relazione che intercorre tra l’oggetto da rappresentare ed il Marchio che lo rappresenta. E’ la produzione di quel complesso di legami che rendono facilitato il senso di Referente(A)=Marchio(A’), laddove l’uguaglianza (non intesa come identità propria ai due poli assegnati ma esclusivamente come "sostituzione", secondo un principio di sostituibilità) esprimibile dalla copula si traduce in A che "è" A’ (A sostituisce A’). Dove troviamo A’ (il Marchio) troviamo anche A il Referente. Dove vedo un particolare Marchio ritrovo anche il Referente a cui questo Marchio si riferisce, Azienda o Persona che sia.

 

Mimesis 2011